IA, AI, Ahia. C’è dolore.

Parliamo di campo creativo.
So che di quello che penso io, non gliene importa nulla a nessuno, ma tant’è, io penso questo.

Notizie del mattino

Stamattina leggo che i Metallica si affideranno all’IA per scrivere parti del nuovo disco e affideranno ad essa tutte le grafiche. Evviva! Che innovatori. Detto da loro: “Il primo album metal fatto con l’IA”.

Ma vaffanculo. Non ai Metallica, a chi ci crede e grida al miracolo.

Tutta colpa del caffè bruciato

Non voglio fare quella che va contro l’IA perché non lo sono e per evitare questo tipo d’impressione, ho riletto e corretto questo mio pensiero.

L’IA c’è già da un bel po’ di tempo in molte delle attività creative che svolgiamo, anche nelle produzioni dei Metallica. Sì, anche nel metal. Questo perchè le automazioni ci aiutano già da tempo in cose come: rendering, produzione, post produzione, a seconda della disciplina. La differenza in cosa è? La coscienza di come le si applica. Si vede/sente lontano un miglio se dietro a un’opera c’è consistenza.

I Metallica non faranno certamente a meno della loro esperienza di musicisti, di un grafico e di un sound engineer esperti, professionisti che si sono messi al passo con l’evoluzione tecnologica. Tecnologica, appunto, non umana. Secondo me le stiamo confondendo.

Spacciamo per evoluzione umana un progresso tecnologico: come stiamo messi? No, perchè vorrei ricordare che con la tecnologia stiamo cercando di superare qualcosa che nemmeno noi conosciamo proprio benissimo: la mente umana. E se è vero che in molte menti c’è ben poco da scoprire, purtroppo, siamo pronti per fare un salto simile? No, per niente.

Battaglia con l’ansia: mode_on

Dopo esserci ubriacati a dovere di stupidità mista ad ignoranza, avremmo lasciato indietro un paio di cosine da risolvere e che ci stanno presentando il conto. Ci puoi mettere tutte le quintalate di progresso tecnologico a buon mercato (se non gratuito) che vuoi per far credere a chiunque di essere capace di fare qualsiasi cosa, nel pieno rispetto del “se vuoi puoi”.

Cambiamento climatico, tre quarti di mondo che muore di fame, gente che non sa scrivere, leggere, far di conto (in Occidente eh), classismo, cattiva educazione, disagio mentale e sociale, etc etc… la lista è lunga e siamo già angosciati… forse, sembra ormai abitudine legittima. Cosa c’entra con la creatività?

Esempi

Per esempio. Prendiamo il cambiamento climatico: quante risorse servono per sostenere un sistema di consumo simile? Più di quante ne abbiamo.
Preparate i fazzoletti perchè piangeremo tantissimo quando noteremo che no, in inverno non fa freddo e in estate non fa caldo e lo faremo sulle montagne russe di qualche tornado mai visto dalle nostre parti, chissà, magari in compagnia di qualche orso polare che ci fa il dito medio.

Altro esempio. Malattia mentale: siamo onesti, abbiamo fatto passi avanti ma ancora c’è tanto da conoscere per poter dire “curiamo”. Non so se avete notato la quantità di aggressività e ansia, depressione, tasso di suicidio tra i giovani (e non). Care le nostre risorse giovani, povera carne da macello che dovrà sistemare le magagne dei vecchi. Scusate, come faranno se non gli abbiamo nemmeno insegnato che sì, possono molto ma si vive bene anche senza dover sempre dimostrare qualcosa a qualcuno, a maggior ragione se è solo un video coglione su Tik Tok? Che il divertimento fine a se stesso va anche bene, ma non si vive solo di castrante apparenza? E infatti stanno male perché cercano sostanza ma non hanno i mezzi per trovarla: il classico terreno sotto ai piedi, insomma, che manca perché non c’è applicazione, la pappa è sempre pronta.

Quindi, li bidoniamo coi nostri casini?

Rassegnazione? Forse. Fino a domani, almeno.

Dunque, mi si sta propinando l’IA in modo tale che da risorsa utilissima per certe cose, diventi l’ennesima rottura di scatole.

Adesso brindiamo e godiamo della sbornia, cosìcché saremo tutti star in un mondo di morti di fame, quando la sbornia sarà finita, ci accorgeremo che nel processo creativo quello che conta non è essere veloci, perfomanti, ricchi di statistiche e poveri di spirito.

Secondo me, che non sono nella lista di Forbes (mannaggia che pezzente/perdente che sono) ci arriveremo al punto del mal di testa post sbornia, quello che ti fa dire: forse non era il caso di bere così tanto.

La creatività è, perdonatemi, qualcos’altro. Ti fa alzare la mattina e ti fa dire: oggi per me ha senso, oggi combinerò qualcosa scoprendo qualcosa di me e di ciò che mi circonda. Essa è dell’anima e della passione, nonché soprattutto della necessità. Nessun creativo vivrebbe mai senza sporcarsi le mani nel processo di creazione, sbagliando e riprovando, valorizzando l’imperfezione che rende quell’idea unica e certamente replicabile ma mai identica.

Benissimo, l’evoluzione tecnologica è grandiosa, ma abbiamo un cervello nel cranio e un cuore nel petto. Siamo umani e abbiamo bisogno di creare e scoprire.
Dunque un sistema di automazione renderebbe tutto ciò una catena di montaggio. Ma mi spiegate a cosa serve se già c’è in noi?

Guardi il dito e non la luna

Il problema sorge quando il mezzo diventa il principio base. L’IA va benissimo, ma nelle mani di chi? Come la si usa? Eh beh, lo sapremo presto, temo: qualcosa che nella creatività può aiutare tantissime persone ad esprimersi, soprattutto chi non ha i mezzi per farlo (fisici, ad esempio, vedi persone con problemi di mobilità), diventerà una miniera d’oro per gente che non ha la minima intenzione di farci usare il progresso per evolverci o esprimerci davvero, anzi, lo usa, come sempre, per instupidirci e riempirsi le tasche perché, di noi, non gliene importa nulla.

La tecnologia, in questo modo è castrante, non è libertà. Tutti uguali, tutti uniformati, tutti in categorie. Ma usare le cose quando e come servono, fa tanto schifo? Adesso sarà fighissimo avere un portfolio di idee altrui, shakerate dentro un algortimo e servite come un piatto di pasta scotta; perché è questo che succederà quando alla base c’è l’inconsistenza, che può andar bene per giocare, divertirsi ma non per far soldi spacciandola per genialità. Eh no, questo è barare.

Non puoi consegnare un mezzo così potente e complesso, con tutto quello che comporta, nelle mani di chi non sa nemmeno bene di preciso cosa sia.

L’IA è divertente, ci divertiamo ma non è un giocattolo. Un po’ come l’automobile.

Devo sbrigarmi e iniziare la giornata

Parlo della creatività perchè, intendiamoci, è il campo che bazzico, perciò su altre cose non mi sbilancio ma vendercela come Colei che risolverà ogni tipo di nostra inettitudine, mi sembra un po’ troppo.

Perchè ci dicono che possiamo tutto quando non siamo utili a niente? Come funziona sta cosa? Perchè usare il progresso per fare del male quando davvero potremmo risolvere cose molto più importanti dei vostri conti in banca?

Io non ho risposte, se le avessi probabilmente sarei dove sono i soldi e il potere. Penso solo che stanno svilendo anche il progresso scientifico, perchè l’IA è progresso ma non nelle mani dei cavernicoli che non sanno ancora accendere il fuoco. Al centro dell’evoluzione dell’essere umano c’è l’essere umano che dovrebbe imparare dai suoi errori. Ma si vede che siamo diabolici.

A proposito, birretta?

Immagine generata da IA con Adobe FireFly - un robot sorride con una birra in mano, seduto sul divano di casa, mentre la TV trasmette l'immagine di un gatto. Il Robot umanoide ha le orecchie da gatto.